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Maturità 2024, a far tremare le gambe agli studenti arriva il “capolavoro”. Ecco di che si tratta

A far tremare le gambe agli studenti che faranno la Maturità in queste ore è il cosiddetto “capolavoro” ma nessuna paura: non sarà oggetto del colloquio di esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Questo importante chiarimento è contenuto nella recente nota 1616 del 17 maggio scorso, con la quale il Ministero ha fornito le linee operative per la compilazione della Sezione “Capolavoro” all’interno dell’E-portfolio dello studente.

Ma cos’è il capolavoro?
Tutto nasce dal Decreto ministeriale 328 del 22 dicembre 2022 sulle “Linee guida per l’Orientamento” che hanno introdotto l’E-Portfolio degli studenti, quale strumento che possa permettere “di valorizzare le competenze acquisite, di avere a disposizione le più importanti prove di una trasformazione di sé, delle relazioni con la cultura, il sociale, gli altri e il mondo esterno, a partire dal mondo del lavoro e del terzo settore”. L’E-portfolio è strutturato in diverse sezioni: il “Percorso di studi”, che riporta tutte le informazioni necessarie a ricostruire il percorso di studi degli studenti, incluse quelle relative ai moduli di orientamento formativo; lo “Sviluppo delle competenze”, che permette di seguire i progressi compiuti a seguito dello; lo svolgimento di attività in ambito scolastico ed extrascolastico, nonché di eventuali certificazioni conseguite dagli studenti; l’ “Autovalutazione”, in cui gli studenti, a partire dal terzo anno della scuola secondaria di primo grado e il famoso “Capolavoro”, in cui sono caricati e archiviati i capolavori selezionati dagli studenti e le eventuali riflessioni relative al percorso svolto o ai capolavori realizzati.

A spiegare cosa fosse il “capolavoro” ci ha pensato in una circolare il direttore generale del ministero Maria Assunta Palermo: “Il termine “capolavoro” non va inteso nella sua accezione più diffusa, vale a dire come un’opera somma, unica e universalmente riconosciuta per il suo valore di eternità. Si tratta piuttosto di strumento che consenta agli studenti di riflettere e saper individuare una realizzazione ritenuta come migliore e maggiormente rappresentativa dei progressi compiuti, delle competenze sviluppate durante l’anno scolastico. La scelta potrà riguardare un prodotto di qualsivoglia tipologia, realizzato senza limitazioni sotto i punti di vista della tecnica, dei mezzi realizzativi: la sua creazione, infatti, può avvenire anche fuori dell’ambiente scolastico, e può essere frutto di attività cooperative e collaborative” Per viale Trastevere il capolavoro non è da intendersi come un “ulteriore compito da svolgere”, ma una scelta tra quanto già realizzato; pertanto, non esistono parametri oggettivi di misurazione o di categoria per ristringere il prodotto da scegliere, che invece è frutto di atto soggettivo di riflessione sul proprio percorso di apprendimento e di crescita personale.

Ma quando va fatto?
Entro il termine delle attività didattiche di ogni anno scolastico, alla fine delle lezioni. L’ulteriore capolavoro, al massimo due, può essere inserito entro il 31 agosto anche per valorizzare eventuali esperienze realizzate nel corso del periodo estivo. “E’ opportuno precisare – scrive il direttore – che ‘Il capolavoro’ non è oggetto del colloquio di esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione e non va a confluire direttamente nel Curriculum dello studente, di cui tiene conto la Commissione nello svolgimento del colloquio”.

L’articolo Maturità 2024, a far tremare le gambe agli studenti arriva il “capolavoro”. Ecco di che si tratta proviene da Il Fatto Quotidiano.

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